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VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA
E' nella mentalità e
nella tradizione del paracadutista il cimentarsi con sempre nuove prove
ed attività d’ardimento, per avere una preparazione fisica e tecnica
completa, capace di adattarsi ad ogni circostanza. E' per questo che la
nostra sezione organizza regolarmente uscite in montagna con bivacco
notturno, in ambiente innevato e non, senza l'utilizzo di strutture
organizzate, ma esclusivamente con ciò che ognuno dei nostri
partecipanti è in grado di portarsi sulle spalle.In questo spirito i
nostri paracadutisti puntualmente partecipano a corsi di alpinismo,
speleologia, torrentismo e alle uscite più o meno impegnative
necessarie a mantenere l’addestramento e la pratica richieste.In
virtù di tutto ciò, il 5 e 6 febbraio, un gruppo di paracadutisti
della Sezione di Roma hanno partecipato a un’uscita speleologica che
si è svolta nella Grotta del Mezzogiorno, in località San
Vittore, nei pressi della più nota Grotta di
Frasassi. Domenica mattina alle 10.00 eravamo pronti a varcare la
volta di accesso alla grotta, dopo aver effettuato una marcia di
avvicinamento di circa un’ora. Accese le lampade frontali ad
acetilene, avvolti già dal caratteristico odore, ci siamo addentrati
nell’oscurità caldo-umida dovendo subito affrontare, strisciando
ventre a terra, degli stretti cunicoli scavati in passato da un fiume
sotterraneo. Superato lo stretto iniziale e scalata una paretina di
circa 7 metri, la grotta si mostrava in tutta la sua bellezza fatta di
stalattiti e stalagmiti, disegni e ricami di calcare sulle pareti ed una
serie di pozzi affrontati in corda doppia con discensore ad otto, anche
di 40 metri con cunicoli e salti e salti nel vuoto terminanti in ampie
camere dai soffitti altissimi e dai mille dettagli unici. L’esperienza
in grotta si è rivelata molto affascinante: il dover stare in una
dimensione a temperatura costante, nell’eco e nell’aria ferma, alla
luce irreale delle piccole lampade, altera la percezione spazio-tempo ed
amplifica la sensazione d’affaticamento psicofisico dovuto al percorso
affrontato. Alle 17.30, dopo 7 ore e mezzo di permanenza all’interno
della montagna una luce soffusa ci riportava alla realtà con il blu del
cielo e il verde del bosco che fanno da sfondo alla ampia uscita al cui
centro si trova una piccola chiesa. Ripuliti dal fango, affrancati e
dissetati, dopo aver prelevato i nostri zaini ci siamo stivati in auto e
abbiamo ripreso la strada del ritorno, con addosso quella appagante
sensazione di soddisfatta stanchezza per aver affrontato questa nuova e
interessante esperienza.
[Le
nevi della duchessa]
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